giovedì 23 marzo 2017

"Nel momento", Vitrone fissa le sue umane visioni





Vitrone è tornato e ha voglia di raccontare. A quattro anni di distanza dal precedente “Piccole partenze”, il cantautore casertano pubblica “Nel momento”, un disco in cui emerge l’urgenza di comunicare, di esprimere il proprio pensiero e di fissare concetti e idee. Una tale urgenza comunicativa avrebbe potuto condizionare il nuovo lavoro e invece quello che ne è venuto fuori è un album compatto e solido che musicalmente, rispetto al precedente lavoro a suo nome, sposta con decisione il baricentro verso il rock. Otto brani, cinque dei quali inediti, trovano la giusta collocazione grazie al tappeto sonoro costruito da musicisti di indiscusso valore come Mimì Ciaramella, storico batterista degli Avion Travel, capace di incidere con il suo drumming moderno, i chitarristi Gianpiero Cunto e Dario Crocetta, il bassista Roberto Caccavale e poi Almerigo Pota, al basso in "Oltre il buio", e Alessandro Crescenzo, piano e arrangiamento in "Nel momento". Musicisti che non si limitano ad eseguire la partitura ma partecipano attivamente agli arrangiamenti dei brani, sempre "puliti" e allo stesso tempo ricercarti, facendo diventare il lavoro di Gennaro Vitrone quello di un collettivo in grado di esprimersi sempre su alti livelli artistici. Tra le gemme di questo disco c'è la canzone "Oltre il buio", in cui la partenza e il viaggio, temi che si confermano essere centrali nella poetica di Vitrone, vengono resi nella loro drammatica attualità. "Nel momento" è una bella istantanea del tempo in cui viviamo che deve essere fissato per non perderne memoria o peggio per non essere cancellato frettolosamente con un semplice click.  
Con Gennaro Vitrone abbiamo approfondito il discorso sulla nascita e sul significato del nuovo album.



Gennaro, "Nel momento" è il tuo secondo disco solista. Quando hai capito che era arrivato il momento di tornare in sala di registrazione?

«In realtà si era pensato ad un album realizzato live in studio che racchiudesse alcuni brani dei dischi precedenti. Live lo è diventato parzialmente perché nel frattempo sono nati cinque brani nuovi. La possiamo chiamare urgenza comunicativa».

Valige che si chiudono, partenze, stazioni, treni, pendolari, aeroporto… Il movimento e il viaggio restano una costante nella tua scrittura. Cosa ti affascina e come vivi personalmente questa situazione?

«È così, a volte non me ne rendo conto ma è una costante. Il viaggio, il movimento rappresentano la forza, la voglia, il bisogno di mettersi in gioco, di confrontarsi».

Musicalmente, rispetto al precedente lavoro, hai impresso una accelerata rock ed elettrica al tuo nuovo disco. Ritieni che questo sia l'ambito in cui la tua poetica possa esprimersi al meglio?

«Mi ritengo un musicista rock, negli anni '80 e nei primi anni '90 ho suonato in una hard rock band, poi negli anni a seguire ho cercato di sviluppare un mio linguaggio vestendo spesso i miei brani con arrangiamenti elettroacustici, è così anche nell'ultimo album in cui però la componente rock è più marcata».

Curioso come agli arrangiamenti delle canzoni da te scritte abbiano collaborato tutti i componenti del tuo gruppo…

«Questo è un collettivo, c'è una band che ha lavorato ai brani cercando soprattutto un suono. Effettivamente in sala tutti hanno dato il loro contributo, il resto lo ha fatto Giuseppe Polito, giovane produttore napoletano, Marco Sfogli, attuale chitarrista della PFM, in veste di fonico e amico, e Pompeo Zitiello proprietario di uno dei due studi dove abbiamo lavorato, scomparso prematuramente due mesi dopo le riprese, gli devo tanto, era una persona stupenda. E poi alla produzione e precisamente al mastering ha lavorato Vittorio Remino, bassista negli Avion Travel nell'album "Danson metropoli" dedicato a Paolo Conte».

Perché hai voluto ripresentare con una nuova veste due canzoni che abbiamo già ascoltato nel tuo disco precedente? E parlo di "Piccole partenze" e "Torno al giardino".

«Perché con i nuovi arrangiamenti i brani hanno indossato nuovi vestiti. È successo con "Piccole partenze", con "Torno al giardino" ma anche con tutti i brani del repertorio che suoniamo live, tutto decisamente rock».

Cosa ti fa pensare che le nuove versioni siano più azzeccate?

«Trovo interessante sia le versioni dell'album precedente che queste, sono altri punti di vista e di approccio».

L'ultima volta che ci siamo sentiti, in occasione dalla presentazione di "Piccole partenze", avevi accennato alla possibilità di andare in tour con Mimì Ciaramella, batterista storico degli Avion Travel. Ora lo troviamo tra i crediti del disco…

«Mimì è entrato nella band nel 2013 ma avevamo già suonato insieme nel 1994, quindi ci conosciamo da tempo. Lui rappresenta il vero valore aggiunto. Il suono e l'atmosfera che si respirano nell'album sono anche opera sua, noi lo abbiamo seguito. Se ascolti attentamente i brani si nota che spesso partono proprio dal suo groove, un drumming incredibile ed estremamente moderno. Del resto tutti gli Avion Travel sono dei grandissimi musicisti, una delle poche band italiane che ha ancora tanto da dire».

La tua è una scrittura per certi versi minimalista, fatta di metafore ma anche con un occhio ai drammi di oggi. E parlo della canzone "Oltre il buio" in cui è protagonista un giovane migrante che cerca di entrare in Europa nascosto in una valigia…

«Assolutamente minimalista, io lavoro per sottrazione. Cerco di soppesare le parole, di provare a scavalcare una certa retorica e nello stesso tempo provo a non perdere mai di vista la musicalità di una parola, il suono stesso di una certa parola che mi può interessare più di altre. Quando scrivo parto sempre dal testo, successivamente nasce la melodia. La storia di questo piccolo migrante, in "Oltre il buio", mi ha commosso, confesso che quando ho letto, qualche anno fa, l'articolo che parlava di questa storia ho pianto lacrime amare. Ho dei figli sono ancora più sensibile, mi sono immedesimato e ho scritto il testo descrivendo semplicemente il fatto, poche parole mettendo l'accento su ‹senti l'indifferenza l'assenza›».

In "Il finto fioraio" racconti di questo fioraio che vende fiori di plastica e stoffa che non hanno profumo e condannati a non appassire. Trovo che sia una bella metafora della società dell'effimero, dell'apparire…

«Sì, lo spunto nacque leggendo una biografia bellissima su Anna Magnani. Lei diceva, lasciate stare le mie rughe, c'è voluta una vita per averle. A queste parole bellissime ovviamente si contrappone la società dell'effimero con le sue brutture».

Tanti viaggi, alcuni ritorni e l'attimo da non farsi scappare. In "Nel momento", scatti questa istantanea che ha lo stesso nome di un libro di Andrea De Carlo…

«"Nel momento", cogli l'attimo, la vera essenza della vita. Andrea De Carlo come Erri De Luca che pure cito con "La musica provata" sono scrittori così diversi e che amo tantissimo. "Tecniche di seduzione" di De Carlo, non so quante volte l'ho riletto. Erri De Luca ti invita a riflettere, vuole essere la tua coscienza, mi ricorda tanto Pasolini, sempre contro, costi quel che costi».

Curiosa la copertina che ritrae un uomo stilizzato intento a saltare dentro una scatoletta di sardine. Perché l'hai scelta e cosa significa?

«La copertina è di Giacomo Montanaro, un artista che stimo molto. È di Torre del Greco, vicino Napoli, lavora con tecniche incredibili, oltre ai colori usa gli acidi, le muffe, crea queste opere che nella musica potremmo definire dissonanti. In questo caso il suo lavoro nasce dalle olimpiadi domestiche, il gesto di un atleta alle prese con un oggetto di uso domestico, immortalato proprio "nel momento" di massima tensione».

Come porterai queste canzoni in tour?

«Il live, come ti accennavo, è decisamente rock, grande attenzione ai suoni, questo con la band al completo. Ci saranno ovviamente degli showcase acustici per le radio, negozi di dischi e librerie dove ci esibiremo in trio, chitarre acustiche e voci. Andiamo dove ci portano le canzoni, viaggio e movimento, come vedi tutto torna».



Titolo: Nel momento
Artista: Vitrone
Etichetta: G Records
Anno di pubblicazione: 2017

Tracce
(testi e musiche di Gennaro Vitrone, eccetto dove diversamente indicato)

01. Respira
02. Piccole partenze
03. Oltre il buio
04. Una ragazza di oggi  [Vitrone; Fuschetti]
05. Torno al giardino
06. Il finto fioraio
07. Il pendolare
08. Nel momento

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